Per il prossimo grande libro illustrato di Arsenale Editrice, che sarà presentato in autunno, Luciano Pedicini  sta realizzando una campagna fotografica presso l’area archeologica di Ercolano.  Un lavoro lungo e articolato che ha coinvolto la Soprintendenza Speciale Archeologica di Napoli e  Pompei e che darà alla luce una monografia del sito a firma di Maria Paola Guidobaldi e Domenico Esposito.
Nelle foto alcuni momenti della riprese fotografiche che è in corso di realizzazione e che ben illustrano le difficoltà che si devono affrontare per ottenere immagini a regola d’arte. Abbiamo incontrato Luciano Pedicini per parlare di questo nuovo lavoro.

La fotografia d’arte è una disciplina difficile, molto tecnica e con lunghi tempi di realizzazione tanto che molti fotografi preferiscono dedicarsi ad altri soggetti meno impegnativi. Pedicini da decenni coltiva quest’arte con risultati eclatanti.
Cosa può dirci di questa sua difficile professione?
Quando si vedono delle belle fotografie sui preziosi libri d’arte, sono veramente pochi quelli che conoscono il lavoro che c’è dietro. La fotografia di opere d’arte, come ripeto ogni anno ai miei allievi all’Accademia di Belle Arti, è tra gli ambiti fotografici quello più impegnativo dal punto di vista tecnico perché è il fotografo che deve adattarsi alle condizioni in cui è collocato il soggetto. Inoltre, spesso si parla di fotografia come arte ma cosa sarebbe l’arte senza fotografia? Il fotografo è l’interprete che “leggendo” l’opera aiuta il grande pubblico, ma anche lo studioso, a vedere e capire l’arte.

Presso il Mann di Napoli.

Lei sta realizzando un’intera campagna per il prossimo libro di Arsenale Editrice, un vero e proprio tour de force nell’area archeologica di Ercolano. Può raccontarci qualcosa di questa esperienza?
Questo lavoro su Ercolano, oltre che faticoso, è molto stimolante professionalmente. Infatti, a differenza del volume sui Mosaici greci e romani, è un volume molto diversificato come tipologia di manufatti. L’impegno è quello di “restituire” in immagini una lettura minuziosa del sito con  architetture talvolta complesse, gioielli minuti, grandi pareti affrescate ed oggetti di uso quotidiano e, ancora, i grandi gruppi scultorei in marmo e in bronzo. Insomma, nonostante siano oltre 30 anni che fotografo, questa è per me un’avventura ricca di sorprese che mi auguro di trasmettere ai lettori.

Presso Ercolano.

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