È da qualche settimana disponibile in tutte le librerie italiane e sul sito arsenaleditore.com la novità editoriale di Arsenale Editrice per il dicembre 2012: Ercolano, colori da una città sepolta. Un imponente volume di ben 352 pagine a firma di Maria Paola Guidobaldi e Domenico Esposito, illustrato da ben oltre 300 immagini realizzate appositamente per il libro da Luciano Pedicini. Per l’occasione il dott. Ivan Varriale, che ha seguito la cura redazionale dell’opera, ha posto qualche domanda agli autori per consentire di inquadrare meglio le tematiche presentate nel volume.

Dott.ssa Guidobaldi, il volume mostra l’antica Ercolano sotto una nuova luce, poiché racchiude circa dieci anni di intensa attività di ricerca e conservazione svolta dalla Soprintendenza nell’ambito di una vasta cooperazione internazionale. Ci può brevemente riassumere le eccezionali novità emerse negli ultimi anni e presentate in questo libro?

Basilica Noniana, testa femminile.

Le novità archeologiche di maggiore rilievo riguardano certamente l’area cosiddetta degli Scavi Nuovi, ove gli interventi di scavo e di sistemazione generale eseguiti dalla Soprintendenza hanno chiarito l’articolazione urbanistica di una porzione della città antica poco nota e quella architettonica e decorativa sia del grande complesso residenziale dell’Insula I, ove è stato anche scoperto un nuovo rilievo di marmo con una problematica e intrigante scena dionisiaca, sia della Villa dei Papiri. Quest’ultima, oltre alla sontuosa sala del piano inferiore, coperta da un soffitto voltato rivestito di stucchi, ha restituito, nel padiglione sul mare, eccezionali resti di pregiatissimi mobili rivestiti da bassorilievi figurati lavorati nell’avorio.
Molte e di grande significato sono anche le tante novità scaturite dai saggi stratigrafici che vengono eseguiti nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project, originati il più delle volte da particolari esigenze funzionali all’esecuzione di opere di conservazione. Fra queste, le più spettacolari sono senza dubbio rappresentate dalla testa marmorea della Basilica Noniana, con sorprendenti tracce dell’antica policromia, e dal monumentale crollo del tetto del salone dei marmi della Casa del Rilievo di Telefo, che con la pressoché perfetta conservazione di molteplici elementi costitutivi e di incastro offre un’occasione unica di ricomposizione di un tetto antico oltre che di studio della carpenteria romana.

Dott. Esposito lei si occupa di pittura romana ormai molti anni e nel volume ha tracciato lo sviluppo delle decorazioni parietali a Ercolano. Può spiegare brevemente ai nostri lettori quali sono le caratteristiche peculiari della pittura ercolanese e quale posto essa occupa nel quadro più ampio della pittura romana?
Le antiche cittadine dell’area vesuviana, Pompei ed Ercolano, sono un archivio senza pari sulla pittura parietale antica, laddove il patrimonio pittorico di Roma è andato quasi completamente perduto. Gli affreschi di Ercolano, in particolare, sono importanti per molteplici aspetti. Innanzitutto i primi affreschi rinvenuti nell’area vesuviana, nel 1738, provengono appunto da Ercolano. Essi dunque hanno profondamente influenzato il gusto per l’antico nel XVIII secolo ed hanno ispirato profondamente artisti e artigiani che lavoravano per la corte del regno di Napoli, per decorare i palazzi e le ville del tempo, con una serie di soggetti ispirati appunto alle antichità ercolanesi. Il quadro con Teseo liberatore dall’Augusteum, per esempio, è divenuto una vera e propria icona ed è stato riprodotto innumerevoli volte su gli oggetti più disparati.
Il secondo motivo riguarda, invece, la conoscenza della storia e dell’evoluzione della pittura romana in ambito vesuviano. A Ercolano, infatti, si conservano molte pitture che si collocano nelle fasi intermedie dei cosiddetti ‘quattro stili pompeiani’. Ciò consente di cogliere, molto meglio che a Pompei, la fluidità dello sviluppo della pittura murale antica, soprattutto nelle fasi di passaggio tra terzo e quarto stile.

Teseo lberatore

Un’altra caratteristica peculiare della pittura ercolanese consiste nell’adozione di schemi decorativi estremamente raffinati, basati principalmente su colori molto delicati, come l’azzurro, il celeste, il carminio, e su sapienti giochi di prospettiva che consentono di fondere le architetture delle case e delle ville della città con il bellissimo paesaggio circostante. Questi elementi trovano la loro ragion d’essere nella maggiore ricchezza della cittadina posta ai piedi del Vesuvio, rispetto a Pompei.
Ercolano, dunque, è un prezioso tassello, per la conoscenza delle dinamiche della produzione della pittura romana e per l’evoluzione del gusto antico.

 

Caratteristiche Tecniche
Finiture: cartonato/tela/sovracoperta/cofanetto
Formato: 27×32,6 cm
Pagine: 352
Numero illustrazioni: 300 a colori
ISBN: 978-88-7743-370-1
Prezzo: € 144,00

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *