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	<title>Arsenale Editrice</title>
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		<title>Caravaggio, lo stupore nell&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[rodolfo papa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora oggi Caravaggio è capace di destare interesse grazie alla forza delle sue opere. Accade così che la ricerca sul suo lavoro venga attualizzata conducendo molti studiosi ad indagare sulla sua vicenda che è densa di episodi romanzeschi. In questa prospettiva Arsenale Editrice ha lavorato a lungo per proporre un libro su Caravaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora oggi Caravaggio è capace di destare interesse grazie alla forza delle sue opere. Accade così che la ricerca sul suo lavoro venga attualizzata conducendo molti studiosi ad indagare sulla sua vicenda che è densa di episodi romanzeschi. In questa prospettiva Arsenale Editrice ha lavorato a lungo per proporre un libro su Caravaggio che ne presentasse l&#8217;opera senza concessioni a temi che esulassero dall&#8217;opera stessa. Grazie all&#8217;autorevolezza di Rodolfo Papa il risultato è un libro che parla di Caravaggio restituendoci una lettura attenta del suo lavoro corredata da un prezioso apparato iconografico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno dei pregi del libro di Rodolfo Papa è non soltanto quello di evidenziare la modernità del pittore, ma soprattutto –  con una operazione rara solitamente –  di restituirlo ai suoi tempi. Una restituzione che il libro pone in atto illustrando come lo straordinario talento del pittore gli abbia permesso di sfidare alcuni dei più tenaci valori culturali del suo tempo e lo abbia fatto apprezzare dai potenti del tempo.</strong><br />
Penso che un libro di storia dell’arte debba necessariamente ricostruire, per quanto possibile, il mondo nel quale collocare l’autore o l’opera di cui si tratta. Nel caso di Caravaggio è addirittura obbligatorio per sottrarlo da una serie abbastanza cospicua di fraintendimenti causati da un eccessivo punto di vista “nostro contemporaneo”. Caravaggio è stato troppo spesso associato con esperienze artistiche novecentesche che nulla hanno a che fare con il mondo culturale e religioso italiano a cavallo tra i secoli XVI e XVII. Certamente Caravaggio commise errori e fece dei torti a molti, ma non può essere in alcun modo associato ad esperienze artistiche come quelle di Francis Bacon, o di altri artisti nostri contemporanei dove il disagio mentale è una componente costitutiva del proprio fare. Caravaggio è certamente uno dei grandi interpreti dei mutamenti culturali e sociali del suo tempo e per questo fu molto apprezzato non solo nella penisola italiana, ma in tutto il mondo di allora.</p>
<div id="attachment_853" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><img class="size-full wp-image-853" title="rodolfo_papa" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/rodolfo_papa.jpg" alt="" width="160" height="210" /><p class="wp-caption-text">Rodolfo Papa</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno degli elementi che più colpiscono nella biografia di Caravaggio è la sua “trasversalità” nazionale: in altre parole, si tratta di un artista che, partendo dalle esperienze formative lombarde, matura però il suo stile a Roma e lo diffonde poi in Sicilia (oltre che a Malta). Si può dire che l’arte di Caravaggio sia come un epicentro di esperienze che cambieranno per sempre l’arte italiana e, persino, europea?</strong><br />
Caravaggio, raccoglie il testimone dei suoi grandi predecessori e lo trasmette arricchito della sua esperienza alle generazioni successive. Egli sa comprendere fino in fondo il linguaggio dell’arte, tanto da riorganizzarne alcuni aspetti linguistici, ma senza intraprendere, come spesso si sente dire, “rivoluzioni”. Niente di più lontano dalla mentalità del tempo, niente di più lontano dalla concezione dell’arte di Caravaggio è il termine “rivoluzione”. Egli semmai è l’esatto contrario è un “innovatore”, egli si pone in continuità con i maestri a lui precedenti, come Raffaello, Leonardo, Tiziano e Michelangelo, tanto per fare i nomi dei più grandi. Lo scopo della sua arte, della sua “schola”, è quello di tradurre, ovvero di innovare, cioè di rendere contemporaneo il linguaggio dei grandi maestri alla luce delle novità sociali, culturali e religiose scaturite dal Concilio di Trento e diffusesi nella società del tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli risponde a queste esigenze culturali appunto con la sua maestria e con una operazione di sintesi delle “maniere” e della “natura”. Per rispondere alla seconda parte della sua domanda, si può affermare che ciò che Caravaggio compie è descrivibile in termini linguistici come una “ri-semantizzazione di segni” altrui, in un composto linguistico complesso, innovativo, ma con lunghe e profonde radici nella tradizione artistica dei secoli precedenti. Attraverso questo gesto conquista non solo giudizi positivi in Italia, ma anche nel resto d’Europa. Anche se avversato da colleghi invidiosi del suo successo, è da questi imitato, perché ormai la sua cifra ha fatto scuola al tal punto che in molti si recarono a Roma per conoscere e studiare le sue opere e intraprendere il sentiero da queste tracciato. Artisti tedeschi, olandesi, francesi e spagnoli impararono da quel modo di dipingere tanto nuovo, quanto antico, che fu l’innovativo stile di Caravaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><strong>Caravaggio, lo stupore nell&#8217;arte</strong></h5>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato/tela/sovracoperta/cofanetto<br />
<strong>Formato:</strong> 27&#215;32,6 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 336<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 210 a colori<br />
<strong>Lingua:</strong> italiana<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433466<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 140,00</p>
</div>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/caravaggio/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;arte del mosaico nell&#8217;antichità</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 11:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[mosaici]]></category>
		<category><![CDATA[rosaria ciardiello]]></category>
		<category><![CDATA[umberto pappalardo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato Umberto Pappalardo e Rosaria Ciardiello, autori di uno dei libri di maggior fortuna degli ultimi anni pubblicati da Arsenale che sta avendo numerosi riconoscimenti soprattutto all&#8217;estero.</p> <p style="text-align: justify;">Per introdurre chi ci legge al tema che affrontiamo ci può parlare brevemente del volume e del perché avete scelto di parlare dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-835" title="banner_mosacs" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_mosacs.jpg" alt="" width="686" height="264" />Abbiamo incontrato Umberto Pappalardo e Rosaria Ciardiello, autori di uno dei libri di maggior fortuna degli ultimi anni pubblicati da Arsenale che sta avendo numerosi riconoscimenti soprattutto all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per introdurre chi ci legge al tema che affrontiamo ci può parlare brevemente del volume e del perché avete scelto di parlare dei mosaici dell&#8217;antichità?</strong><br />
I mosaici o tappeti musivi di epoca greca e romana sono senza dubbio fra le arti più rappresentative del mondo antico e la loro importanza è fondamentale per lo studio dell&#8217;arte figurativa antica nel suo complesso, poiché la maggior parte della pittura parietale di quell&#8217;epoca è andata perduta.</p>
<div id="attachment_847" class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><img class="size-full wp-image-847  " title="u_pappalardo" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/u_pappalardo.jpg" alt="" width="144" height="189" /><p class="wp-caption-text">Umberto Pappalardo</p></div>
<p>I mosaici, infatti, in molti casi, costituiscono l&#8217;unica &#8220;testimonianza&#8221; della grande pittura da cavalletto, e hanno così consentito di far giungere fino a noi alcuni capolavori pittorici perduti; è il caso, ad esempio, del mosaico di Alessandro rinvenuto nella Casa del Fauno a Pompei, copia di un famoso dipinto che Plinio dice opera del pittore greco Philóxenos (IV secolo a.C.).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un libro sui mosaici che sta riscuotendo un successo insperato all&#8217;estero, considerando anche le difficoltà che hanno i libri di archeologia a rivolgersi ad un vasto pubblico. A cosa pensa sia dovuto l&#8217;interesse per questo argomento che si è riscontrato fuori dall&#8217;Italia? I mosaici di fatto sono una tecnica che non è sicuramente conosciuta come altre più celebri.</strong><br />
Probabilmente perché si tratta di decorazioni di rara bellezza e raffinatezza inusitate ed è il riflesso della ricchezza nell’arredo delle abitazioni antiche. Certamente influisce anche il loro straordinario stato di conservazione che, a distanza di più di venti secoli, consente di poter apprezzare magnifiche rappresentazioni praticamente intatte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il libro è un vero e proprio viaggio alla scoperta di siti archeologici di grande bellezza; quale si sentirebbe di suggerire ad una persona che volesse vedere alcuni di questi capolavori?</strong></p>
<div id="attachment_849" class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><img class="size-full wp-image-849  " title="r_ciardiello" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/r_ciardiello.jpg" alt="" width="144" height="189" /><p class="wp-caption-text">Rosaria Ciardiello</p></div>
<p>Rispondere a questa domanda è davvero arduo. Nel volume abbiamo cercato di illustrare i tappeti musivi più noti di tutto il Mediterraneo, da quelli più antichi realizzati nella tecnica “a ciottoli” scoperti a Pella in Grecia, a quelli in opera vermicolata (detta così per l’andamento curvilineo, come piccoli vermi, delle minutissime tessere impiegate) di Pergamo in Turchia dove l’arte musiva fu particolarmente fiorente in quanto i sovrani Attalidi ricostruirono la città proponendosi di farne una novella Atene.<br />
Veri e propri capolavori trovati in Italia possono essere considerati il mosaico di Palestrina, una delle più grandi e importanti opere musive ellenistiche a noi note con una veduta prospettica dell’Egitto dall’Etiopia fino al Delta del Nilo. Tra i tappeti musivi più belli dell’area vesuviana primeggia il mosaico di Alessandro, scoperto nel 1831 nella Casa del Fauno a Pompei una delle più grandi e belle di Pompei con la sua superficie di circa 3000 metri quadrati. L’enorme mosaico (cm 317&#215;555) composto da milioni di piccole “tessere” di 5 millimetri di lato, che raffigurava una vittoria di Alessandro Magno su Dario III di Persia, era disposto sul pavimento dell’ambiente più prestigioso della casa. Si tratta di una copia, eseguita intorno al 120 a.C., di un famoso dipinto, forse quello di cui ci parla Plinio, creato verso la fine del IV secolo a.C. dal pittore greco Filosseno di Eretria.</p>
<div id="attachment_842" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><img class="size-medium wp-image-842 " title="mosaico_alessandro" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/mosaico_alessandro-229x300.jpg" alt="" width="160" height="210" /><p class="wp-caption-text">Mosaico di Alessandro </p></div>
<p>Infine non possiamo non dovrebbe mancare una visita alla magnifica Villa del Casale a Piazza Armerina in Sicilia che per l’articolazione della sua pianta e la sontuosità delle sue decorazioni, rientra nel novero delle grandi residenze imperiali, quali la Villa Adriana a Tivoli e il Palazzo di Diocleziano a Spalato. Il complesso, che appare il risultato di un progetto architettonico unitario, è adorno di una decorazione musiva di ben 3500 metri quadrati ovvero una tra le più ampie di quelle conosciute. Proprio a questo capolavoro di architettura e decorazione sarà dedicato il nostro prossimo libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi chi porta avanti al tradizione del mosaico? Col passare dei secoli sembra che il suo impiego stia scomparendo, esistono ancora degli interpreti di quest&#8217;arte?</strong><br />
Dall’anno Mille a oggi l’arte del mosaico a piccole tessere si può dire scomparsa, sostituita da quella a grandi tarsie marmoree. Difficile definire la causa della decadenza. È possibile che il mondo romano, composto per la metà da schiavi, disponesse di una manodopera sottopagata, che potesse con più dovizia di mezzi dedicarsi a tale artigianato. Del resto i chilometri quadrati di mosaici antichi lasciano supporre che tale genere, benché molto elaborato, non dovesse essere costoso. Oggi il fenomeno purtroppo non ha più la portata che ebbe nell’antichità, e si assiste solo a sporadici <em>revival </em>– a opera di artigiani di Ravenna e di Piazza Armerina – finalizzati a ostentare un raffinato lusso abitativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Testi:<em> Umberto Pappalardo e Rosaria Ciardiello<br />
</em>Fotografie:<em> Luciano Pedicini</em></p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span></h5>
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato/tela/sovracoperta/cofanetto<br />
<strong>Formato:</strong> 27&#215;32,6 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 320<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 250 a colori<br />
<strong>Lingua:</strong> italiana<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433374<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 100,00</p>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/mosaici-greci-e-romani/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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		<title>Lorenza Smith su Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 12:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[scaffale veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[lorenza smith]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo intervistato Lorenza Smith, autrice del libro &#8220;Venezia, la città, l&#8217;arte, la storia&#8221;: un saggio illustrato su Venezia che mette in luce l´inscindibile relazione fra vicende storiche, politiche, sociali e artistiche che ne hanno caratterizzato la storia millenaria. Un&#8217;occasione per parlare del libro che sta avendo notevole successo oltreoceano e conoscere da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo intervistato Lorenza Smith, autrice del libro &#8220;Venezia, la città, l&#8217;arte, la storia&#8221;: un saggio illustrato su Venezia che mette in luce l´inscindibile   relazione fra vicende storiche, politiche, sociali e artistiche che ne   hanno caratterizzato la storia millenaria. Un&#8217;occasione per parlare del libro che sta avendo notevole successo oltreoceano e conoscere da una prospettiva differente la città lagunare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci presenti il suo libro, come lo definirebbe? Un saggio illustrato, un viaggio suggestivo in una Venezia poco conosciuta o altro ancora?</strong><br />
Il mio libro è frutto di una seria ricerca, nato con l’idea di essere accessibile a ogni tipo di lettore, il lettore che conosce Venezia o quello che non la conosce per niente. È un libro che parla di storia, di arte, di architettura e di costume. Parla di fatti importanti e di piccoli episodi, complessivamente permette al lettore di capire perché Venezia è così diversa da ogni altro posto al mondo e come il prodigioso equilibrio del sistema politico e la scaltrezza nei commerci ne abbia fatto una repubblica millenaria. Il taglio del libro è inusuale, ogni capitolo tratta un soggetto specifico e ne percorre trasversalmente la vita e la storia, offrendo un quadro a tutto tondo della Serenissima. Vengono affrontati soggetti noti e meno noti. Si parla per esempio di Piazza San Marco, centro politico, religioso, sociale per secoli o della brulicante vita intorno all’antico mercato di Rialto, del perché dei nomi delle strade, della funzione di certi elementi di arredo urbano. Si legge dei palazzi, della vita dei nobili, dei loro arredi, dell’esplosione della moda della gondola, e dei lussuosi balli. Si comprende la funzione delle prodigiose navi costruite nell’Arsenale, del dominio sul Mediterraneo, si discute di crimini e di fantasiose punizioni, delle attività che si svolgevano per la strada, di architettura, di stranieri, di culto e molto molto di più.</p>
<div id="attachment_822" class="wp-caption alignleft" style="width: 193px"><img class="size-medium wp-image-822" title="lorenza_smith" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/lorenza_smith-229x300.jpg" alt="" width="183" height="240" /><p class="wp-caption-text">Lorenza Smith</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo libro propone quasi un itinerario per la città. Qual’è secondo lei il modo migliore per visitare/conoscere Venezia?</strong><br />
Venezia è sempre bella, ma è ancora più bella se la si capisce e la si rispetta. Consiglio quindi di visitarla dopo averla già un po’ conosciuta. Il mio libro non propone un itinerario, ma offre delle chiavi di lettura aprendo finestre su diverse zone dell’intera laguna, sulle qualità speciali della città, sulla sua vita e sulla produzione storico-culturale antica e recente. I capitoli, che non devono necessariamente essere letti in modo sequenziale, permettono una visione globale e trasversale di Venezia senza sottrarne il mistero e la magia che si propone ad ogni angolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei vive a New York. Come viene vissuta in America la città lagunare? È vero lo stereotipo che all’estero si nutre maggiore considerazione di noi dell’arte italiana?</strong><br />
Negli Stati Uniti, e a New York in particolare, i cultori dell’arte italiana sono molti. Ma anche il cittadino medio subisce un grande fascino per le bellezze della nostra terra. L’arte e la storia millenaria che hanno forgiato noi italiani, qui in America non si possono dare per scontate, e sono quindi guardate come a un privilegio da tenere in grande considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel suo libro parla delle abitudini cittadine che caratterizzavano Venezia. Ovviamente sono cambiate ma pensa esista ancora un&#8217;identità veneziana o il turismo ha snaturato completamente la vita quotidiana?</strong><br />
Quest’ultima domanda è una pugnalata al cuore. Venezia e i veneziani resistono, si mantiene il dialetto, il cibo, certe feste popolari, i giochi nei campi, il gusto per la notoria “ombra” (bicchiere di vino). In tutte le città le cose cambiano, a volte si fa fatica ad accettare le novità, per poi comprendere che tante cose fanno parte delle nuove abitudini, di un rinnovato rapporto con lo spazio e con il tempo. Ma Venezia è alla mercé di un turismo di massa, di orde di persone non preparate che hanno stravolto la vita dei cittadini, il commercio, e la morfologia stessa della città. Io credo che con una mediazione intelligente e l’imposizione di regole, si potrebbe ricomporre l’equilibrio della città permettendo a tutti di viverla bene o di visitarla con piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5>Caratteristiche Tecniche</h5>
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato/tela/sovracoperta<br />
<strong>Formato:</strong> 25&#215;29 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 192<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 200 a colori<br />
<strong>Lingua:</strong> italiana e inglese<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433336 in lingua italiana<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433497 in lingua inglese<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 30,00</p>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/venezia/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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		<title>Intervista con Elena Filippi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alberti]]></category>
		<category><![CDATA[Cusano]]></category>
		<category><![CDATA[Dürer]]></category>
		<category><![CDATA[elena filippi]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Approssimandosi l&#8217;incontro di presentazione del 13 febbraio 2012 presso la Fondazione Ermitage di Ferrara abbiamo parlato del libro &#8220;Umanesimo e misura viva. Dürer tra Cusano e Alberti&#8221; con l&#8217;autrice. Elena Filippi è professore associato di storia dell’arte presso la Alanus University for Art and Social Sciences/Alanus Hochschule für Kunst und Gesellschaft di Alfter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Approssimandosi l&#8217;incontro di presentazione del 13 febbraio 2012 presso la Fondazione Ermitage di Ferrara abbiamo parlato del libro &#8220;Umanesimo e misura viva. Dürer tra Cusano e Alberti&#8221; con l&#8217;autrice. Elena Filippi è professore associato di storia dell’arte presso la Alanus University for Art and Social Sciences/Alanus Hochschule für Kunst und Gesellschaft di Alfter (Bonn). Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca a Roma, ha svolto attività didattica e di ricerca presso le Università di Venezia (1991-1998), Ferrara (2000-2007) e Trento (2003-2006). È membro scientifico della Kueser Akademie für Europäische Geistesgeschichte, affiliato della Renaissance Society of America e della Società Italiana di Studi Cusaniani.<br />
Alla attività di ricerca affianca quella di traduzioni e cura di edizioni italiane di opere di estetica, storia e letteratura d’arte, tra cui &#8220;Storia della storia dell’arte&#8221; di Udo Kultermann e &#8220;Palladianesimo&#8221; di Werner Oechslin. Fra le sue pubblicazioni italiane, in volumi prevalentemente dedicati al dialogo con gli ambienti oltremontani, si ricordano: &#8220;Maarten van Heemskerck. Inventio urbis&#8221; (Milano, 1991); &#8220;Storia e immagini della battaglia di Vicenza 1513&#8243; (Vicenza, 1996); &#8220;Fritz Burger (1877-1916)&#8221;. &#8220;Arte come critica &#8211; critica come arte. Tendenze e ragioni della disciplina storico-artistica agli inizi del XX secolo&#8221; (Roma, 2006).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Può spiegare il rapporto che il suo libro instaura fra i tre personaggi citati nel titolo?</strong><br />
La struttura “dialogica” del volume – che si rispecchia anche nella strenua selezione delle illustrazioni (alcune delle quali per la prima volta riprodotte) e nel rapporto immagini/testo – corrisponde alla volontà di scandagliare sistematicamente, senza l’ostacolo talvolta ingombrante e ottuso di barriere disciplinari, un tema che ha ispirato l’intera stagione del Rinascimento europeo. Per poter ottenere questo risultato, mi sono avvalsa di due anni di ricerca come borsista della Alexander von Humboldt-Foundation, che hanno consentito una irrinunciabile e preziosa rete di contatti con istituzioni, progetti di ricerca internazionali in corso in Germania e nei Paesi Bassi e una serie di fruttuose discussioni su argomenti che per loro natura non sono, né possono restare esclusivo dominio di un solo ambito del sapere. Consapevole delle insidie di un percorso sul crinale disciplinare, ho frattanto approfondito gli studi filosofici con un secondo dottorato di ricerca, dopo quello in storia dell’arte, avvicinando così i maggiori esperti delle questioni che andavo affrontando.<br />
Come evidenzia il frontespizio del libro, si è trattato di cogliere la specificità con cui l’individuo del Quattrocento si interroga sul concetto, già classico, di “misura”: Vitruvio parlava di un modello di <em>homo bene figuratus</em>, da intendersi tuttavia non solo in senso proporzionale ed estetico, pur sempre astratto, bensì e al tempo stesso nella sua qualità morale. L’andare insieme di questa duplice istanza nella osservazione del fenomeno “uomo” è matrice comune delle esperienze delle migliori produzioni dell’epoca, siano esse orientate al pensiero di Dio e a una cristologia di cui il destino di ogni singolo individuo e perfino la sua immagine fanno parte (come in Cusano); siano esse il distillato di un confronto con le tradizioni antica e medioevale nell’ottica di una volontà di giudizio sul presente, scevra da sconti e facili ottimismi, ma pur sempre desiderosa di cogliere il nesso virtuoso – la <em>concinnitas</em> – fra le parti e il tutto (Alberti); siano le esperienze di confronto fra culture diverse e il difficile compito di mediare istanze di una devozione tutto sommato ancora tipicamente tardomedioevale con l’avanguardia dei mezzi artistici e scientifici (Dürer).</p>
<div id="attachment_796" class="wp-caption alignleft" style="width: 194px"><img class="size-full wp-image-796 " title="elena_filippi" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/elena_filippi.jpg" alt="" width="184" height="240" /><p class="wp-caption-text">Elena Filippi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il perno su cui ruota l’intero volume è la figura di Albrecht Dürer (1471-1528): un artista che non perde occasione per dichiararsi anzitutto un uomo pio e che enfatizza in molti modi la natura etica della sua attività. Grazie alle sue frequentazioni culturali in madrepatria, nonché ai viaggi di formazione in Italia, Dürer “incontra” Vitruvio, ma poi soprattutto Alberti, senza tuttavia sentirsi schiacciare dal peso dell’autorità del modello italiano, con cui istituisce un confronto serrato, ma autonomo. Di qui la sua originalità.<br />
Ma non basta. Qui entra in gioco la mediazione culturale della eredità di Cusano, il cui pensiero nella Norimberga di fine Quattrocento veniva colto come possibile sussidio a un programma pedadogico volto a formare le giovani generazioni. A questa fase partecipa sicuramente anche Dürer – questo studio ne mostra la plausibilità – che può dunque essere a buon diritto inserito fra gli interlocutori della cultura umanstica.<br />
In questa fase mi è stato possibile individuare le tappe e rintracciare documenti che comprovano la filiazione di alcune idee düreriane come esito originale della meditazione sui testi di Cusano.<br />
Particolarmente stimolante per l’epoca fu la sua visione dell’uomo come misura viva. Scrive il grande filosofo e teologo mosellano: “La mente è la <em>misura viva</em> che, misurando le altre cose, coglie la propria capacità”!<br />
Se pure fino ad oggi non è stato possibile definire mediante un documento originale il vivace scambio di idee fra il Cardinale di Cusa e l’Alberti, oramai la critica conviene sui molti possibili “luoghi” d’incontro, siano essi anche soltanto le reciproche amicizie e le comuni letture. I due sono accomunati anche dalla grande fiducia per la prassi, per l’<em>experimentum</em> (lo stesso dicasi per Dürer), anche se poi questo modello conoscitivo della realtà serve loro per scopi differenti. La flessibilità pur nella ricerca imperterrita e ostinata di una “misura ideale” è caratteristica peculiare dell’arte düreriana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo libro parla di una svolta nella comprensione dell&#8217;immagine rispetto all&#8217;età antica: possiamo alla luce delle sue riflessioni attualizzarla ai giorni nostri?</strong><br />
È il secondo tema messo a fuoco nel mio studio riguardo lo sviluppo della nozione di individuo che si scopre «viva immagine di Dio» – sono ancora parole di Cusano, e quindi nesso tra finito e infinito: un sentimento che dà vertigine, a ben pensare; quella stessa sensazione di entusiasmo, di <em>furor</em>, che è stata avvertita dagli intellettuali e dai migliori artisti di quell’epoca formidabile. Di qui anche la scoperta del surplus di valore di una immagine, a partire dalla sua forza evocativa.<br />
Un fatto è certo: intorno alla metà del XV secolo maturano, al di qua e al di là delle Alpi, quelle impressionanti indagini sulla visione, sul rapporto fra opera e osservatore, che portano fra l’altro a esiti potenti come l’Autoritratto di Dürer del 1500 (Monaco, Alte Pinakothek), intorno al quale si dipana il mio sforzo nel seguire le tappe significative della evoluzione del genere ritrattistico nella prima età moderna, partendo dal motivo della icona bizantina, fino alla considerazione che l’individuo ha di sé in quanto “alter deus”. Qui  trova spazio e contesto il problema della imitazione di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è un qualche messaggio finale nel suo libro?</strong><br />
Sostanzialmente due: la ricerca, come tale, non si appaga di certezze e punti fermi, benché preziosi alleati. L’ultimo capitolo del libro si intitola: “Una colonna di problemi” e riguarda l’analisi di una xilografia düreriana che ha dato e continua a dare filo da torcere ai suoi interpreti e a ogni lettore del manuale per i giovani artisti in cui si trova inserita. Insieme a un esercizio di metodo, la mia nuova analisi tiene conto della natura “dialogica” di tale opera, con l’Antico, con gli esiti del Rinascimento italiano, con le letture che soddisfano l’estrema curiosità di questo Maestro, ma al contempo l’opera parla di un presente con cui l’uomo Alberto si trova a fare i conti e, con lui, la sua coscienza e la sua fede, scosse da eventi terribili e inquietanti, che mettono a soqquadro norme, certezze e il sogno di un’epoca.<br />
Ritorna poderoso il motivo della scelta, che ciascuno, volta per volta, è chiamato a compiere. L’uomo dell’Umanesimo è un essere perfettibile, che si ispira al modello di Ercole al bivio, sempre in cammino… questo cammino è faticoso, accidentato, ma non va rifiutato.<br />
Anche nel gioco delle didascalie in esergo ai capitoli, il confronto con la nostra attualità e con le sfide che ci attendono è stato volutamente evocato.</p>
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		<title>Umanesimo: presentazione del volume</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[elena filippi]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione ermitage]]></category>
		<category><![CDATA[saggistica]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p style="text-align: justify;">Lunedì 13 febbraio 2012 presso la Fondazione Ermitage Italia di Ferrara verrà presentato il volume di della Prof. Elena Filippi &#8220;Umanesimo e misura viva. Dürer tra Cusano e Alberti&#8221;.<br /> Interverranno il Prof. Dr. Thomas Leinkauf, filosofo, Università di Münster (Germania), il Prof. Dr. Victoria von Flemming, storica dell&#8217;arte, Hochschule für Bildende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-524 alignleft" title="banner_uma" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_uma.jpg" alt="" width="686" height="264" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 13 febbraio 2012 presso la Fondazione Ermitage Italia di Ferrara verrà presentato il volume di della Prof. Elena Filippi <strong>&#8220;Umanesimo e misura viva. Dürer tra Cusano e Alberti&#8221;</strong>.<br />
Interverranno il Prof. Dr. Thomas Leinkauf, filosofo, Università di Münster (Germania), il Prof. Dr. Victoria von Flemming, storica dell&#8217;arte, Hochschule für Bildende Künste Braunschweig (Germania), sarà presente l&#8217;Autrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni visitare il sito della <a title="Ermitage" href="http://www.ermitageitalia.com/News.aspx">Fondazione Ermitage Italia</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract del libro</strong><br />
Ciò che ha costituito il comune denominatore della prima età moderna in Europa non fu tanto il richiamo all’Antico, ma una genuina esperienza, peraltro molto sfaccettata, della religiosità nell’ideale riferimento al Cristianesimo delle origini. Al dischiudersi del tempo eroico degli Umanesimi, al di qua e al di là delle Alpi, l’individuo fa propria, insieme all’inebriante progetto di conoscenza del mondo, anche la prospettiva di un percorso di introspezione, che lo porta a ritornare sui nodi fondamentali dell’esistenza. Una delle menti più acute dell’epoca, il teologo e filosofo Nicolò Cusano siglò in modo mirabile la centralità dell’individuo in un mondo in continuo, talora drastico mutamento: mens est viva mensura. L’Autrice, tra i massimi esperti europei della materia, abbraccia lo spirito squisitamente umanistico di Cusano, impostando un dialogo serrato fra le ragioni della scienza e della teologia e quelle dell’espressione artistica, specchio di una società che sta vivendo una vera e propria “rivoluzione copernicana”.<br />
In questo senso, viene analizzato il concetto di imitazione, sia dal punto di vista delle teorie dell’arte, sia seguendo le suggestioni epocali del percorso di vita del cristiano, e cioè il tema della imitatio Christi. Fra i protagonisti del viatico qui proposto sono Leon Battista Alberti, Jan van Eyck, Memling, Leonardo, Lorenzo Lotto e altri. Perno delle vicende culturali evocate nel volume è la straordinaria posizione di Albrecht Dürer nel contesto delle sue frequentazioni degli ambienti umanistici, non soltanto oltremontani, e del suo travagliato percorso di fede, nel rapporto con gli esponenti di spicco della Riforma. Questa monografia s’impone per un approccio originale ai fondamenti teorico-critici della storia dell’arte nella prima età moderna.</p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span></h5>
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato/tela/sovracoperta<br />
<strong>Formato:</strong> 24&#215;28 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 240<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 200 a colori<br />
<strong>Lingua:</strong> italiana<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433572<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 45,00</p>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/umanesimo/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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		<title>I protagonisti del carnevale veneziano</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[scaffale veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[maschere veneziane]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p style="text-align: justify;">L’edizione 2012 del carnevale veneziano si apre il 4 febbraio per culminare il 21 febbraio col martedì grasso. Il canovaccio di quest’anno recita: a Venezia la vita è teatro! Tutti in maschera. Prendendo spunto dall’annuale evento mondano, proponiamo una breve, ma speriamo interessante, intervista all’architetto Seddighi direttore di uno dei più celebri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-763" title="banner_mask2" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_mask2.jpg" alt="" width="686" height="264" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’edizione 2012 del carnevale veneziano si apre il 4 febbraio per culminare il 21 febbraio col martedì grasso. Il canovaccio di quest’anno recita: a Venezia la vita è teatro! Tutti in maschera. Prendendo spunto dall’annuale evento mondano, proponiamo una breve, ma speriamo interessante, intervista all’architetto Seddighi direttore di uno dei più celebri e blasonati Laboratori-Atelier delle tradizionali maschere veneziane:<em> <a title="La Ca' del Sol" href="http://www.cadelsolmascherevenezia.com/it/" target="_blank">La Ca’ del Sol</a>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buongiorno Arch. Seddighi, per cominciare, in cosa consiste l’attività di un laboratorio artigiano come il vostro?</strong><br />
Il laboratorio Ca’ del Sol, situato vicino al negozio, è formato da un gruppo di artigiani che idea e fabbrica maschere, costumi, mantelli, tricorni e altri accessori utili per il carnevale, le feste e i balli in maschera, il teatro, il cinema e altre manifestazioni. La nostra produzione principale è rivolta alle maschere, maschere di vari materiali, quali ferro e cuoio ma specialmente di cartapesta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Intanto l’intervistato ci dà un saggio pratico su come costruire una maschera molto conosciuta come la moreta. A occhio sembra semplice, si modella un viso di creta, si crea uno stampo di gesso all’interno del quale si imprime uno strato di cartapesta impregnata di colla, Poi ci mostra una maschera finita, bianca e levigata, risultato di una lunga serie di trattamenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali tradizioni ispirano i personaggi e i caratteri delle maschere di Venezia?</strong><br />
Ci ispiriamo, come tutti gli operatori del settore, alla tradizione del 1700 ai quadri del Pietro Longhi, nei quali  troviamo i caratteri basilari, la <em>Moreta</em> e la <em>Bauta</em>, intorno ai quali nascono e si elaborano innumerevoli personaggi del carnevale e della commedia dell’arte.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bene Arch. Seddighi, sembra facile, si tratta di creare pazientemente un volto anonimo da uno stampo, ma si deva anche attribuirgli una delle fantasmagoriche forme che tempestano la sua bottega: sembra non ci sia limite alla fantasia!</strong><br />
Esatto, abbiamo terminato la fase di costruzione di una scultura di cartapesta, a questo punto, sulla struttura tridimensionale integriamo l’arte bidimensionale della pittura e della decorazione, creiamo così oggetti che occupano lievemente lo spazio. D’altro canto, queste sculture cave, hanno occhi, bocca e naso, rappresentano noi, si adattano a noi, come noi che ci rasiamo, ci trucchiamo, ci pettiniamo e ci abbigliamo variamente e usciamo per calarci nello spazio del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ora l’intervistato ci mostra alcune tecniche di decorazione, con dorature e pizzi, piumaggi e Swarovski, broccati e paillettes. Non c’è limite alla fantasia su quanto applicare sopra un modesta maschera di cartapesta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei come spiega la presenza a Venezia di tante botteghe di maschere e in generale di cotanto commercio dell’effimero?</strong><br />
La maschera è una metafora di questa città. Mi spiego, una piccola struttura di cartapesta creata su uno stampo, ha un ben misero valore materiale, mentre è enormemente superiore il valore estetico e artistico dell’oggetto maschera veneziana, manipolata ad arte da esperte maestranze. C’è un enorme contrasto tra la struttura e la sovrastruttura, come Venezia, una città fragile, delicata, senza più vere realtà produttive, che vive della sua immagine, dei suoi ricordi, del suo grande passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché questo paragone impietoso?</strong><br />
Non è impietoso, è realistico. Ogni fenomeno artistico o artigianale è sempre lo specchio di una realtà, di una comunità, di un territorio e di una fase storica. Ora non è un caso se a Venezia abbiano luogo tanti commerci dell’effimero come i vetri, le maschere e altro ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire il tema del carnevale veneziano Arsenale Editrice consiglia il libro &#8220;Le Maschere Veneziane&#8221; di Danilo Reato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span><strong><br />
Finiture:</strong> cartonato/sovracoperta<br />
<strong>Formato:</strong> 21&#215;28 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 132<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 50 a colori e bianconero<br />
<strong>Lingua: </strong> italiana/inglese/francese/tedesca<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877430557<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 25,2 (15% di sconto se acquistato online)</p>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/le-maschere-veneziane/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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		<title>Maschere Veneziane</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[scaffale veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale veneziano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><br /> È in uscita la seconda edizione del libro &#8220;Maschere Veneziane&#8221;, raccolta illustrata delle figure del carnevale veneziano e della commedia dell&#8217;arte. Il libro fa parte della collana &#8220;Scoprire Venezia&#8221;: sei libri che parlano della città lagunare raccontandone storia, architettura, aneddoti ma anche andando alla scoperta delle tipicità gastronomiche e di costume. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-689" title="banner_mask" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_mask.jpg" alt="" width="686" height="264" /><br />
È in uscita la seconda edizione del libro &#8220;Maschere Veneziane&#8221;, raccolta illustrata delle figure del carnevale veneziano e della commedia dell&#8217;arte. Il libro fa parte della collana &#8220;Scoprire Venezia&#8221;: sei libri che parlano della città lagunare raccontandone storia, architettura, aneddoti ma anche andando alla scoperta delle tipicità gastronomiche e di costume. Il formato tascabile aiuta il lettore a leggere comodamente il libro a casa sua ma anche a portarlo con sé visitando Venezia e combinando nozioni di carattere generale a indicazioni pratiche per visitare la città. La seconda edizione del libro &#8220;Maschere Veneziane&#8221; è disponibile anche in lingua inglese, francese e russa.</p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span></h5>
<p><strong>Finiture:</strong> brossura<br />
<strong>Formato:</strong> 13×24 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 48<br />
<strong>Copertina:</strong> con alette<br />
<strong></strong><strong>Lingua:</strong> italiana/inglese/francese/russa<br />
<strong>ISBN:</strong> 978-88-7743-364-0<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 8,00 (15% di sconto se acquistato online)</p>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/maschere-veneziane/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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		<title>In Cucin@</title>
		<link>http://arsenale.it/2011/12/09/in-cucin/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-cucin</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una nuova uscita nelle collane di gastronomia di Arsenale: &#8220;In cucina, appunti e ricette&#8221;. Un libro che presenta una nuova tendenza nell&#8217;informazione gastronomico/culinaria: il food blog. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad una vera e propria esplosione di siti condotti da appassionati che hanno dato vita ad un metodo di aggiornarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-689" title="banner_cuc" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_cuc.jpg" alt="" width="686" height="264" />Una nuova uscita nelle collane di gastronomia di Arsenale: &#8220;In cucina, appunti e ricette&#8221;. Un libro che presenta una nuova tendenza nell&#8217;informazione gastronomico/culinaria: il food blog. Negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad una vera e propria esplosione di siti condotti da appassionati che hanno dato vita ad un metodo di aggiornarsi nuovo e aperto a molteplici influenze. Arsenale Editrice presenta questo libro portando su carta le migliori ricette selezionate da numerosi blog italiani: un modo nuovo per conoscere nuove e fantasiose preparazioni e scoprire blog di notevole interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo intervistato la curatrice del volume Silvana Sarti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un libro di ricette ma non solo, perché fotografa un mutamento avvenuto nel modo di trasmettere il saper fare tipico della cucina. Come valuta questi cambiamenti?</strong><br />
C’era una volta il ‘tramandare’. Di generazione in generazione si trasferivano vecchie ricette costellate di piccoli grandi segreti di famiglia, di madre in figlia, da nonna a nipote, per non disperdere antichi saperi e importanti tradizioni, che attraverso l’atto di cucinare e nutrire i propri cari, manifestavano cura, amore e dedizione. Ed è così, non dalle grandi cucine degli chef, ma dal sapere quotidiano delle donne, dagli ingredienti più semplici o addirittura poveri, che sono nati i fondamenti della cucina italiana, legata al territorio e alle sue molteplici sfaccettature. Oggi nell’epoca della comunicazione di massa, e con il dinamismo di internet, la stessa voglia di trasmettere saperi vecchi e nuovi, è approdata sul web, dove nel mare di informazioni che è possibile trovare, è riuscita a ritagliarsi uno spazio davvero rilevante. Rapidamente sono nati innumerevoli blog di cucina, alcuni tra l’altro veramente autorevoli, dove lo scambio di ricette e la diffusione delle stesse, diventano una sorta di appuntamento quotidiano per chi ama la cucina e la buona tavola. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale, dove spesso la ricchezza dei contenuti e l’opportunità di condividerli velocemente e capillarmente nel mondo, crea un modo concettualmente diverso di ‘fare cucina’ e soprattutto di fare informazione gastronomica. Cosa che il mondo editoriale non può di certo ignorare, ma deve giustamente raccogliere e diffondere, come abbiamo fatto con questo libro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le ricette selezionate hanno la caratteristica di essere aperte a molteplici influenze, come vede l&#8217;evolversi della cucina tradizionale alla luce di un gusto che diventa sempre più elaborato?</strong><br />
E’ naturale che nel gusto ci sia una graduale evoluzione, come in qualsiasi ambito sociale. Il libro è attraversato da una propositiva selezione di materie prime di primissima qualità e di ingredienti o accostamenti talvolta innovativi, che stimolano curiosità e interesse. Tutte queste novità apportano aria nuova e in generale una maggior raffinatezza nei piatti delle grandi occasioni, come nella cucina per tutti i giorni. E’ senza dubbio un’evoluzione positiva, che nulla toglie a chi resta diciamo così, tradizionalista, e arricchisce molto chi si apre volentieri alla contaminazione con altre culture e ad esperienze culinarie sempre nuove.<br />
<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale valenza dà allo strumento blog in relazione al mondo apparentemente lontano del cucinare?</strong></p>
<div id="attachment_722" class="wp-caption alignleft" style="width: 119px"><img class="size-full wp-image-722 " title="silvana_sarti" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/silvana_sarti.jpg" alt="" width="109" height="135" /><p class="wp-caption-text">Silvana Sarti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il blog per sua natura nasce da esperienze emotivamente rilevanti per chi lo scrive, qualunque sia la sua tematica di base. Trattare di cibo e di cucina in un blog, significa affermare e narrare quella coniugazione straordinaria tra sentimento e ragione, che il bisogno ancestrale della nutrizione ha mescolato e sviluppato in una serie di simbolismi profondamente radicati in noi. Ecco dunque che chi legge una nostra ricetta, legge anche la storia emotiva che questa rappresenta, e nel cucinarla e consumarla, il fruitore del blog elabora e condivide a sua volta qualcosa che rappresenta anche altro rispetto a un semplice piatto ben riuscito. Chi legge un blog vi si appassiona, e si appassiona alla personalità e alle vicende di chi lo scrive, non solo ai suoi contenuti. In questo senso la cucina si presta moltissimo come tema di condivisione e interpretazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fotografia, internet e cucina. Ma alla fine le resta il tempo per gustare tutti i piatti che presenta?</strong><br />
Certo che sì, il foodblogging va fatto senza tralasciare di assaporare i propri piatti e sempre alla ricerca di nuove scoperte. Ciononostante, è difficile immaginare quanto lavoro ci sia dietro la preparazione di un post per il quale si è ragionato e progettato prima, cucinato poi, fotografato con cura maniacale per i dettagli, e infine elaborato una stesura il più possibile ben scritta della ricetta e delle sue peculiarità. In particolare la fotografia dei piatti richiede uno sforzo intellettivo e un’operosa ricerca di materiale da cucina, per offrire un’immagine non solo accattivante ma dettagliata, evocativa ed attuale. Insomma alla fine dietro un blog di cucina c’è un’impresa che non esito a definire veramente professionale, fondata su grande amore per il cibo e piena di dedizione e fatica, che però è anche piena di gratificazione per chi se ne occupa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il food blog di Silvana Sarti si chiama  <a title="uvaromatica" href="http://www.uvaromatica.com/" target="_blank">uvaromatica</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span></h5>
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato<br />
<strong>Formato:</strong> 20,5×26 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 192<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 200 a colori<br />
<strong>Lingua:</strong> italiana<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433633<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 12,30</p>
<p><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/in-cucin----appunti-e-ricette/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-444" title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></p>
</div>
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		<title>Chiese di Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 14:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[scaffale veneziano]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra boccato]]></category>
		<category><![CDATA[chiese di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"></p> <p style="text-align: justify;"> </p> <p style="text-align: justify;">Le chiese di Venezia, con le loro profonde diversità stilistiche, sono il simbolo della religiosità veneziana sviluppatasi lungo la millenaria storia della Serenissima: dal romanico al gotico, dal rinascimentale al barocco fino al rococò, i numerosi linguaggi concorrono a delineare un patrimonio artistico unico al mondo.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-521 alignleft" title="banner_ch" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_ch.jpg" alt="" width="686" height="264" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Le chiese di Venezia, con le loro profonde diversità stilistiche, sono il simbolo della religiosità veneziana sviluppatasi lungo la millenaria storia della Serenissima: dal romanico al gotico, dal rinascimentale al barocco fino al rococò, i numerosi linguaggi concorrono a delineare un patrimonio artistico unico al mondo.  Il libro, attraverso un percorso a schede organizzato per Sestieri, accompagna il lettore in alcuni dei più importanti edifici di culto della città, scoprendo i capolavori architettonici di Mauro Codussi, Andrea Palladio, Baldassare Longhena che fanno da scrigno alle opere di maestri dell’arte quali Vittore Carpaccio, Tiziano Vecellio, Jacopo Tintoretto e Giambattista Tiepolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Testi:<em><strong> </strong> Alessandra Boccato<br />
</em>Fotografie:<em> Camera Photo, Bams Photo</em></p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span></h5>
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato/tela/sovracoperta/cofanetto<br />
<strong>Formato:</strong> 27&#215;32,6 cm<br />
<strong>Pagine:</strong> 288<br />
<strong>Numero illustrazioni:</strong> 300 a colori<br />
<strong>Lingua:</strong> italiana<br />
<strong>ISBN:</strong> 9788877433541<br />
<strong>Prezzo:</strong> € 80,00</p>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/chiese-di-venezia/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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		<item>
		<title>Domus, pittura e architettura d&#8217;illusione nella casa romana</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 22:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[domus]]></category>
		<category><![CDATA[donatella mazzoleni]]></category>
		<category><![CDATA[luciano romano]]></category>
		<category><![CDATA[pittura murale]]></category>
		<category><![CDATA[umberto pappalardo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"></p> <p style="text-align: justify;">Finalmente torna disponibile uno dei best seller di Arsenale Editrice: Domus. Un&#8217;opera tradotta e pubblicata in numerose nazioni che ha ottenuto il riconoscimento degli esperti ma anche di un pubblico più vasto che ha saputo apprezzare i contenuti proposti da questo libro. Una completa rassegna della più spettacolare pittura murale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-609" title="banner_dms" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/banner_dms.jpg" alt="" width="686" height="264" /></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente torna disponibile uno dei best seller di Arsenale Editrice: Domus. Un&#8217;opera tradotta e pubblicata in numerose nazioni che ha ottenuto il riconoscimento degli esperti ma anche di un pubblico più vasto che ha saputo apprezzare i contenuti proposti da questo libro. Una completa rassegna della più spettacolare pittura murale romana commentata da due veri e propri esperti della materia come Donatella Mazzoleni e Umberto Pappalardo. Le oltre 200 fotografie realizzate da Luciano Romano sono riprodotte su una speciale carta che fa provare al lettore la medesima sensazione del toccare la originale pittura murale.</p>
<p>Testi:<em><strong> </strong></em><em>Donatella Mazzoleni, Umberto Pappalardo<br />
</em>Fotografie:<em><strong> </strong></em><em>Luciano Romano</em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="caratteristiche_tecniche">
<h5><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche Tecniche</span></h5>
<p><strong>Finiture:</strong> cartonato/tela/sovracoperta/cofanetto<br />
<strong>Formato:</strong> 27&#215;32,6 cm<strong><br />
Pagine:</strong> 416<strong><br />
Numero illustrazioni:</strong> 400 a colori<strong><br />
Lingua:</strong> italiana<strong><br />
ISBN:</strong> 9788877433060<strong><br />
Prezzo:</strong> € 144,00</p>
</div>
<p><em><a href="http://www.arsenaleeditore.com/ita/libro/domus/" target="_blank"><img title="compra" src="http://arsenale.it/wp-content/uploads/compra.jpg" alt="" width="80" height="24" /></a></em></p>
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